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Il
Progetto ha avuto inizio il giorno 11 marzo 2008 presso la Casa di
Riposo di Terramaini, Pirri - Cagliari.
La Direzione della Casa ci ha assegnato una sala nell’ala destinata
all’alzaimer che si è rivelata idonea sia come spazio che come
tranquillità, essendo la zona poco trafficata.
La prima fase del progetto è stato contattare gli anziani della
Municipalità tramite i servizi sociali e il passaparola, mentre per gli
ospiti della casa abbiamo selezionato alcune tipologie con problemi vari
per testare l’efficacia e il gradimento dei trattamenti. Pertanto,
sempre con la collaborazione delle assistenti sociali, sono stati
selezionati 5 ospiti di cui 2 non deambulanti (ma con possibilità di
recupero), 2 in discreta forma e 1 con problemi psichici. Due di questi
ospiti hanno ricevuto un solo trattamento perché non sono più stati
disponibili a causa di altri impegni (visite mediche e terapie) e non
potendo aspettare la loro disponibilità sono stati sostituiti da altri
due che hanno ricevuto 3 trattamenti.
Per quanto riguarda i risultati di questa “prova” tutti hanno dimostrato
di gradire il tipo di trattamento anche perché si svolgeva vestiti e
sdraiati su un materasso e per chi non si poteva sdraiare abbiamo messo
a disposizione la “sedia shiatsu” che permette di posizionarsi in
maniera idonea al trattamento. Oltre la gradimento fisico è emerso anche
un altro aspetto della nostra presenza nella casa, il fatto che persone
nuove (gli anziani esterni oltre che noi) fossero lì e che scambiassero
qualche chiacchiera con loro e oltre al fatto che alcuni abbiano
ritrovato conoscenti, ha fatto sì che lo “shiatsu” non fosse solo una
“terapia” ma un momento piacevole di incontro e svago.
Mentre per quanto riguarda gli esterni, anche loro come risulta dalle
schede da noi approntate, secondo i nostri schemi di lavoro, hanno
manifestato un ottimo gradimenti di questa pratica a molti sconosciuta e
tutti hanno manifestato il desiderio di approfondire e proseguire la
conoscenza.
Fra le persone segnalateci dalle Assistenti Sociali della Municipalità
una in particolare in situazione di depressione grave ha reagito in
maniera positiva e le stesse assistenti hanno optato per destinare
qualche trattamento il più per fissare il beneficio ottenuto di cui
abbiamo relazionato il percorso dai vari punti di vista : il nostro come
operatore, quello della persona trattata, dell’assistente che la
accompagnava ogni volta e dell’Assistente Sociale che la segue da
sempre.
Tutti senza distinzione ci hanno chiesto di poter continuare e altri che
non hanno potuto usufruire del Progetto vorrebbero provare visto che il
passaparola in certi casi si diffonde molto velocemente.
Caterina Serra
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