|
Il 17 marzo 1999 a Milano, su iniziativa
di alcune delle maggiori associazioni di shiatsu operanti in Italia
(Federazione Italiana Shiatsu, Accademia Italiana Shiatsu Do, ecc.) si è
svolto un incontro per verificare e costruire le convergenze, le
omogeneità, il filone comune, il nostro albero. I presenti hanno
convenuto che il clima è cambiato, come le realtà che ci possono unire;
far riconoscere in una immagine comune, in iniziative comuni, forse in
un progetto comune (nel rispetto delle peculiarità di ciascuno). I
presenti hanno prodotto una bozza di "elementi qualificanti comuni", una
sorta di decalogo di ciò che identifica lo shiatsu, il nostro shiatsu.
1. Lo shiatsu è una disciplina e un'arte che nasce nel contesto della
cultura e della società giapponese; si basa su tecniche di pressione
portate con le dita, i palmi, il gomito e il ginocchio secondo
caratteristiche codificate.
2. La pratica dello shiatsu produce una comunicazione rispettosa e
naturale mediante il contatto e la percezione.
3. La pratica dello shiatsu promuove la piena espressione delle risorse
vitali dell'individuo per una migliore qualità della vita; favorisce
l'attività e l'armonizzazione del Ki (comunemente tradotto con il
termine "energia"), inteso come principio base di tutti i fenomeni
vitali in natura.
4. Lo shiatsu si occupa di situazioni di benessere e disagio, salute,
vitalità intese in modo differente da come le concepisce la cultura
occidentale di questo secolo: non risultano quindi applicabili i
concetti di malattia e terapia come sono comunemente vissuti.
5. La pratica dello shiatsu produce effetti benefici e rivitalizzanti in
entrambi i soggetti coinvolti, che ne beneficiano sulla base delle
proprie risorse e potenzialità. è pertanto una pratica che permette una
possibilità evolutiva: - per il praticante attraverso un lavoro che
investe la globalità del suo fare e del suo essere (postura, respiro,
rafforzamento, centralità, sensibilità, stato mentale ecc.); - per il
ricevente attraverso un risveglio generale della propria vitalità
mediante aiuti e stimoli volti a migliorare e potenziare la sua capacità
di relazionarsi con se stesso e con l'ambiente circostante.
6. Elemento centrale per lo sviluppo delle potenzialità vitali è la
relazione che si esprime nello stimolo attraverso le pressioni e la
conseguente risposta, la manifestazione e l'ascolto; i due soggetti
praticano assieme su un piano di parità, pur nei diversi compiti: non è
possibile identificare un ruolo dominante, di direzione, di maggior
potere.
7. L'operatore shiatsu opera nell'ascolto e nel rispetto delle personali
condizioni del ricevente, adattando le proprie capacità
espressive-tecniche alla realtà del ricevente; la comunicazione tra i
due soggetti nella pratica dello shiatsu non informa ma trasforma e può
produrre situazioni non interpretabili nel nostro contesto culturale
abituale. Tutto ciò stimola la creazione di nuovi modelli e di un
linguaggio che esprimano questo tipo di esperienze.
8. Le modalità della pratica rendono lo shiatsu assolutamente sicuro,
conferendogli possibilità di applicazione in ogni situazione; resta in
ogni caso importante osservare cautele e attenzioni, soprattutto per
quanti sono alle prime esperienze e non padroneggiano adeguatamente le
tecniche.
9. La formazione dell'operatore shiatsu avviene attraverso un iter
personale che si sviluppa nel tempo; l'apprendimento non passa
attraverso il trasferimento di informazioni ma attraverso l'esperienza
diretta e pratica; risulta pertanto non appropriata qualsiasi
separazione tra teoria e pratica, sapere e fare, formazione e tirocinio.
10. Praticare lo shiatsu e proporre la pratica dello shiatsu è un
diritto di ciascun individuo e di ciascun gruppo; qualsiasi limitazione
alla pratica e/o alla promozione dello shiatsu è inaccettabile; lo
shiatsu appartiene a tutti ed è impensabile riservarne la pratica a una
categoria professionale. |